Tensione e poco altro: Peccato!

Pallacanestro Arcella 42 - Basket Favaro 58

Parz.: 16-16, 10-23 (26-39); 10-9 (36-48), 6-10.

Arcella: Dall’Aglio, Ponno, Servi, Quagliato n.e., Zhou Mat. 6, Racioppa, Buitta, Averion [K] 18, Okafor 9, Buruiana, Encajonado 9. All.: Costantini.
Favaro: Comoli, Carpenedo, Carrer 2, De Blasi [K] 3, Divicari 9, Brignone 9, Angelino 12, Scarpa 2, Silvestrini 10, Bertini 1, Scaramuzza 2, Benna 8. All.: Bulegato.
Arbitri: Fenio & Piccirilli.

T.L.: Arcella 12/20, Favaro 3/8.
T. da 3: Arcella 2 (Encajonado, Averion), Favaro 5 (Silvestrini 2, Divicari, Angelino, Brignone).

Falli: Arcella 12, Favaro 12.
Usciti per falli: nessuno.
Falli Tecnici: nessuno.
Falli Antisportivi: nessuno.
Espulsioni: nessuna.

Seconda sconfitta stagionale nell’Hangar per l’Under 15, ancora a secco sul campo di casa. Contro Favaro, dopo 40 minuti inutilmente tesi (rimandiamo le doverose spiegazioni ai prossimi capoversi), Averion e compagni chiudono a -16, un divario quasi del tutto generato da un secondo quarto nel quale soffriamo la pressione ospite e pecchiamo di lucidità nell’attaccarla.

Si diceva dell’inutile pressione, a carico sia dei ragazzi in campo, sia della giovane coppia arbitrale, che si è trovata a dover pelare le proverbiali gatte per mantenere la partita nei binari del sano agonismo. Un piccolo appunto, a dire il vero, ce lo concediamo: 24 falli, 12 per ciascuna squadra, fischiati in 40 minuti così energici sono, a nostro avviso, pochi. Ma a pesare sulla lucidità del direttore e della direttrice di gara è stato un certo nervosismo, fomentato dall’atteggiamento piuttosto spumeggiante dell’allenatore ospite, che avrebbe, forse, meritato un maggior contenimento, in termini sanzionatori. Al contrario l’elevato livello di tolleranza espresso dal duo arbitrale si è rivelato controproducente, al fine della qualità della pallacanestro espressa dalle due squadre in campo.

Non fraintendeteci, Favaro ha vinto meritatamente e i nostri ragazzi, orfani di Biason e con un Averion al rientro dopo l’infortunio alla caviglia, quindi non certo al top, hanno disputato una gara dignitosa, pur senza brillare. Ma il punto non è questo. A nostro avviso la partita è stata modesta, sotto il profilo tecnico, perché viziata da un clima che con una pallacanestro formativa, come quella giovanile, non dovrebbe avere nulla a che fare. Il fatto che il risultato abbia rispecchiato i valori in campo, quindi, conta poco o nulla. Da qualsiasi lato si voglia vedere, questa è un’occasione mancata: avremmo potuto vedere una bella partita, invece ci è toccata una bagarre che ha acceso gli animi non di passione, bensì di livore.

Per la cronaca (sportiva), dopo un primo quarto terminato in parità, è la pressione a tutto campo degli ospiti e la nostra scarsa lucidità nell’attaccarla a generare il break decisivo, nel secondo periodo. Sotto di 13 all’intervallo lungo, i nostri ragazzi non riescono a chiudere il gap nella seconda metà della gara, nella quale il divario non solo non accenna a diminuire, bensì si estende leggermente. Al suono della sirena finale i punti di distacco sono 16 e le buone notizie sono poche; la prova confortante di Encajonado, la crescita di Zhou al tiro libero, il costante miglioramento del 2012 Okafor e una generale, accresciuta capacità di tenere il campo da parte di chi solitamente trova meno spazio in campo. Non è molto, ma ce lo facciamo bastare, in vista della prossima trasferta, sul campo della capoclassifica Junior Basket Leoncino. Bando all’ipocrisia, la speranza è di non ritrovarci tra una settimana a commentare un’altra gara caotica e tecnicamente insignificante, alla faccia di chi preferisca le zuffe al gioco pulito. Vogliate scusare il nostr essere esigenti, ma questo gioco ci piace troppo.

On to the next one! Prua a mare, sempre! Forza Arcella!!

Ufficio Stampa della Pallacanestro Arcella